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Alla scoperta di Emil Audero, dall’esordio in Serie A alla porta dei Leoni.

Alla scoperta di Emil Audero, dall’esordio in Serie A alla porta dei Leoni.

Sembra passato già diverso tempo da quando Emil Audero ha indossato per prima volta la maglia numero 1 arancioneroverde: in realtà l’annuncio ufficiale del suo arrivo in laguna risale solo all’8 luglio scorso con un suo post pubblicato su instagram (da 11 mila like) e ripreso poi da molti quotidiani e agenzie di stampa, dimostrando quanta attenzione c’è per questo ragazzo.

Che Audero partita dopo partita sia riuscito a conquistare la fiducia del Mister Pippo Inzaghi e dei tifosi è qualcosa oggi di assodato, ma al suo arrivo andare a sostituire tra i pali Davide Facchin, tra i protagonisti della scorsa stagione, poteva essere una vera impresa.

Audero 5


Nato in Indonesia, ma di cittadinanza italiana, il numero 1 arancioneroverde entra nel settore giovanile della Juventus nel 2008, all’età di undici anni. Una storia, la sua, che è segnata dal bianconero, sin dal primo giorno a Torino fino al debutto in Serie A, avvenuto nella vittoriosa trasferta di Bologna del 27 maggio scorso.

A Venezia Emil ha trovato quella continuità che andava cercando, crescendo di giorno in giorno e sviluppando una forte intesa con i suoi compagni di squadra sottolineando il positivo avvio di stagione in Serie B.

Audero non difende solo la porta del Venezia, è anche nel giro della Nazionale Under 21 allenata da Gigi di Biagio: ma non è solo per questo che colpisce. Tra le sue doti (e chi lo conosce potrà confermarlo) troviamo semplicità e modestia, che per un ragazzo di appena vent’anni e con già uno Scudetto in bacheca, non è qualcosa da poco.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Emil ieri al Centro Sportivo Taliercio prima dell’allenamento.

Audero 1


Emil, a inizio anno venivi considerato come uno dei migliori acquisti dell’intera Serie B. Ora, dopo dodici partite, hai confermato le attese. Senti un po’ di pressione?

“Beh, sicuramente non devo essere io a fare paragoni, ma il fatto di essere considerato tra i migliori portieri fa piacere. Il campionato, però, è molto lungo e difficile e confermarsi non sarà facile. Posso solo dire che il mio obiettivo è di essere a fine campionato tra i top della categoria”.

Ne hai parlato già tanto e non ci soffermeremo di più, ma una curiosità l’abbiamo: senti spesso Buffon, con cui hai diviso lo spogliatoio per un anno?

“L’ho sentito a inizio anno, quando mi ha fatto gli auguri per la mia esperienza a Venezia. Poi, in occasione della premiazione come miglior portiere della passata stagione, gli ho mandato un messaggio per congratularmi”.

L’anno scorso, poi, è arrivato anche l’esordio in Serie A.

“E’ stato bellissimo, un sogno che avevo da quando ero bambino, per di più con la mia squadra del cuore. Sicuramente il momento più emozionante della mia carriera. Poi è stata una partita particolare, in cui ho vissuto le tipiche tre fasi, con lo svantaggio iniziale, il pareggio e il gol a tempo scaduto. Un momento bellissimo.”

Dopo un anno a fianco di Allegri, uno dei migliori allenatori del panorama mondiale, ora a Venezia hai trovato Inzaghi. Ci sono differenze tra i due stili?

“Il curriculum di Allegri parla per sé, ma Inzaghi è veramente preparato. Già dagli allenamenti si capisce di essere sotto la guida di uno che vinto tanto e che ha vissuto esperienze importanti.”

Inizio di stagione, per voi, che ha sorpreso un po’ tutti. Ve lo aspettavate?

“Devo dire che siamo partiti molto bene, siamo in alto e ce la giochiamo con tutte. La nostra forza è stata soprattutto a inizio anno, quando più che gli avversari guardavamo noi stessi. È stato importante per costruire una buona base”.

Ultima curiosità. Come ti trovi a Venezia?

“Devo dire che la prima volta che sono arrivato al Penzo ho pensato che fosse una realtà atipica. Insomma, andare allo stadio in barca non è che sia un qualcosa che succeda spesso. Però poi ti abitui. Io, comunque, preferisco la strada ai canali e abitando a Mestre mi va bene. A Venezia, però, ci vado spesso con la famiglia per fare il turista”.

Audero


di Marco Alessandri /In Collaborazione con Positive Magazine


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