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Maurizio Domizzi, Il Capitano Con Il Vizio Del Gol.

Maurizio Domizzi, Il Capitano Con Il Vizio Del Gol.

Maurizio Domizzi è uno dei giocatori più esperti del Venezia FC, con 285 gettoni in Serie A e quasi 100 in Serie B. Questo, oltre alla sua duttilità e alla sua capacità di interpretare al meglio ogni situazione difensiva, ha spinto il club lagunare a fare il possibile per portarlo a Venezia.

Arrivato l’anno scorso dall’Udinese a parametro zero, Domizzi si è dimostrato fin da subito un giocatore molto altruista, che pone davanti a tutto il bene della squadra a dispetto dei proprio obiettivi personali.

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Un anno, il suo primo al Venezia FC, che è stato pieno di trionfi, con la conquista del campionato e della Coppa Italia di Serie C. Proprio in quella stagione, Domizzi è stato uno dei giocatori più impiegati da Mister Inzaghi, come dimostrano le 31 presenze condite da tre reti. E proprio questa sua predisposizione alla fase offensiva ne ha sempre delineato la carriera: sono 29, infatti, i gol segnati dal centrale romano nella sua lunga carriera tra i professionisti. Il record Domizzi lo realizzò nella stagione 2007/2008, quando con il Napoli allenato da Edy Reja sfondò il muro della doppia cifra, realizzando otto reti in campionato e tre in Coppa Italia, per un totale di undici.

In questa stagione, invece, Maurizio ha iscritto il suo nome sul tabellino una volta, nella trasferta di Terni, dove un suo gol a tempo scaduto regalò i tre punti ai lagunari.

Oggi Domizzi ha guadagnato la fascia di capitano degli arancioneroverdi, fatto che lo ha gratificato e responsabilizzato, come è evidente ogni volta che scende in campo, quando è sempre il primo a difendere i propri compagni.

Abbiamo intervistato Maurizio che ci ha svelato alcune curiosità: dal suo ruolo di capitano alle differenze tra le sue esperienze a Napoli e Venezia, passando per il modo in cui riesce ad affrontare tutte le gare con la stessa attenzione e concentrazione.

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Maurizio, tu sei un di quei giocatori sempre pronti ad aiutare un compagno, soprattutto i più giovani. É una caratteristica legata alla tua esperienza?

Beh, posso dire con certezza che questo sia un ruolo che sento e che mi piace. Non è da attribuirsi all’età, visto che ho sempre avuto questa tendenza ad aiutare i compagni. Se posso dare una mano non mi tiro certo indietro, ma questa è una cosa legata proprio al carattere.

É anche uno dei motivi per i quali sei molto apprezzato dai tifosi. Come ti fa sentire quando la curva intona un coro dedicato a te?

In realtà durante la partita sono così concentrato che non ci faccio caso. Poi però, quando mi fermo a pensarci, mi fa ovviamente piacere. Fa capire quanto la gente ti apprezzi e dia valore al tuo lavoro. Credo che questo apprezzamento vada oltre a ciò che faccio in campo e sia legato proprio alla persona prima che al giocatore.

In campo, poi, sei una furia. Il tuo modo di vivere la partita rispecchia anche il tuo carattere?

Se devo essere sincero, no. Durante la settimana sono una persona molto tranquilla, senza nessun episodio fuori dalla norma. Quando scendo in campo, invece, mi trasformo. Ho bisogno di essere nervoso per giocare al meglio. É come se avessi una specie di interruttore che sono capace di accendere quando l’incontro inizia e spegnere al novantesimo.

Maurizio, l’anno scorso hai scelto Venezia dopo la fine della tua esperienza a Udine. Guardando ancora più in là, hai anche giocato con la maglia di un club come il Napoli. Che differenze hai trovato in laguna?

La differenza principale è che qui a Venezia c’è una situazione difficile. Negli ultimi dieci anni ci sono stati molti fallimenti e stagioni da incubo e questo ha allontanato le persone dallo stadio. Adesso però c’è un nuovo progetto che punta in alto e la gente sta ritrovando la passione. Speriamo che vada tutto secondo i piani e si possa arrivare a stare stabilmente in Serie A.

Un’ultima curiosità su di te. Come ti trovi in generale qui a Venezia?

A Venezia vado spesso in visita con la mia famiglia, ma io abito a Treviso. Devo dire che mi trovo molto bene, è una città in cui io e la mia famiglia siamo felici. Prima di accettare la proposta del Venezia FC sono stato a Udine per otto stagioni e devo ammettere che la mia scelta di venire qui è stata anche di tipo geografico, visto che sono molto vicine. In più, Treviso e Udine sono città simili quindi mi sento quasi a casa.

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di Marco Alessandri /In Collaborazione con Positive Magazine


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