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Sinisa Andelkovic, da Palermo a Venezia per blindare la difesa dei lagunari.

Sinisa Andelkovic, da Palermo a Venezia per blindare la difesa dei lagunari.

Sinisa Andelkovic è stato il grande colpo di mercato degli arancioneroverdi, arrivato in laguna a parametro zero dopo essersi svincolato dal Palermo. Per lui, in Sicilia, complessivamente cinque stagioni con 124 presenze e un gol. In rosanero, Sinisa si è tolto tante soddisfazioni, dalla promozione in Serie A nella stagione 2013/2014 alla vittoria per 2 a 1 contro la Juventus in quello che rimane il suo ricordo più bello del periodo nel capoluogo siciliano.

Voluto fortemente dalla dirigenza del Venezia FC, Andelkovic si è trovato a meraviglia negli schemi di mister Inzaghi, formando insieme a Modolo e Domizzi il reparto difensivo meno battuto del campionato. Da quando è arrivato a Venezia, Andelkovic ha sempre fornito ottime prestazioni, diventando uno dei giocatori con più minutaggio tra i lagunari.

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Giocatore con molta esperienza alle proprie spalle, Andelkovic vanta anche cinque presenze in nazionale, avendo esordito con la maglia della sua Slovenia nel febbraio 2011 in amichevole contro l’Albania e trovando la sua prima presenza in una competizione ufficiale nella sconfitta per 1 a 0 contro l’Italia, nel match valido per le qualificazioni agli Europei 2012.

Quello con l’Italia, insomma, è un rapporto che ha segnato la carriera di Sinisa, arrivato nel grande calcio grazie al Palermo di Zamparini, prossimo avversario del Venezia FC nel diciassettesimo turno di Serie B ConTe.it.

Era il gennaio 2011 quando il Palermo ufficializzava l’arrivo del centrale dal Maribor, squadra con cui aveva vinto il campionato e che aveva portato fino ai playoff di Europa League, dove gli sloveni si arresero proprio al Palermo.

Ora Andelkovic è pronto a tornare in Sicilia, dove ha lasciato molti ricordi. Il match è di quelli importanti, visto che le due squadre distano soltanto tre punti, e Andelkovic vuole assolutamente far bene davanti a quello che per cinque stagioni è stato il suo pubblico.

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Siamo andati a chiedergli qualcosa sul Palermo e sul Venezia FC, scoprendo in lui una persona molto riservata, ben lontana da quello che si potrebbe pensare guardandolo in campo.

Sinisa, partiamo da una tua considerazione sul tuo periodo a Palermo e a Venezia.

A Palermo sono stati dei bellissimi anni, mi trovavo molto bene. Il clima era ideale e c’era un'atmosfera splendida, da Serie A. Posso dire di aver dimenticato il Palermo Calcio, ma non la città. Qui in laguna sto altrettanto bene, penso a dare il massimo per il Venezia FC e per i suoi tifosi. Ringrazio tutti quelli che mi vogliono bene e che mi hanno accolto con affetto.

Dal punto di vista professionale, quali sono i tuoi obiettivi personali?

Io non sono un giocatore che pensa a se stesso, guardo più al collettivo. Posso dire che cerco sempre di mettere tutto quello ho per fare bene e portare il più in alto possibile la squadra.

Ecco, la squadra. Dove può arrivare questo Venezia FC?

Il primo obiettivo rimane sempre la salvezza, ne sono convinto. Poi, una volta ottenuta quella, vediamo dove possiamo arrivare. Ci stiamo togliendo grandissime soddisfazione e stiamo giocando bene, trovando alcune vittorie di prestigio che ci hanno portato in alto. Noi dobbiamo continuare così, lavorando sodo e pensando a salvarci.

Ti aspettavi che Inzaghi, uno dei più forti attaccanti di sempre, fosse così preparato anche dal punto di vista difensivo?

Mister Inzaghi è molto bravo e preparato. É giovane, ma ha una grande voglia di fare bene. Può sorprendere che sia così attento anche per ciò che riguarda la difesa, ma non è un caso. Prepara ogni dettaglio al meglio.

Una difesa, la vostra, che è la migliore del campionato. Che rapporto hai con Modolo, Domizzi e gli altri?

Tra di noi c’è un bel rapporto, parliamo molto durante la partita e diamo sempre il massimo. Fuori dal campo, però, ci vediamo poco perché ognuno ha la propria famiglia.

Per chiudere, cosa ne pensi di Venezia?

Sto bene a Venezia, faccio una vita normale. Mio figlio va all’asilo e io cerco di stare molto con lui. Poi mi piace il fatto che ci siano tante città da visitare qui vicino, è bello perché posso approfondire ulteriormente la mia conoscenza dell’Italia, anche al di fuori dell’aspetto calcistico.

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di Marco Alessandri /In Collaborazione con Positive Magazine


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