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Marcello Falzerano, l’incubo delle difese dell’intera Serie B.

Marcello Falzerano, l’incubo delle difese dell’intera Serie B.

A ventisei anni Marcello Falzerano sembra definitivamente pronto per il grande salto, ormai maturo sia dal punto di vista tecnico che da quello tattico. Dopo una serie di stagioni in Lega Pro, quest’anno la mezzala ex Bassano sta facendo molto bene anche in Serie B, fornendo sempre prestazioni convincenti e risultando decisivo in varie occasioni. Sulla fascia destra assieme a Zampano forma un duo esplosivo, riuscendo a garantire a mister Inzaghi sia il giusto apporto in fase offensiva che l'attenzione necessaria quando si tratta di difendere.

Nato il 12 aprile 1991 a Pagani, Falzerano ha mosso i suoi primi passi nel settore giovanile della Salernitana, arrivando a debuttare con la prima squadra nella stagione 2010/11, anno in cui segnò anche il suo primo gol da professionista. Da lì in avanti Marcello ha girato l’Italia, vestendo le maglie di Benevento, Avellino, Latina, Grosseto, Ascoli, Gubbio, Pistoiese e Bassano, prima del suo approdo in laguna.

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Proprio a Bassano Falzerano ha disputato un campionato straordinario, collezionando 33 presenze condite da quattro gol e tre assist. L’anno seguente, dopo un inizio di stagione ancora più convincente, arriva la chiamata del Venezia FC, con il club del presidente Tacopina che lo acquista nel mercato invernale per rinforzare una rosa che punta a vincere il proprio girone.

Il resto della storia, ormai, lo conosciamo bene, con Marcello che è diventato uno dei giocatori più importanti degli arancioneroverdi, oltre che uno dei più amati dal pubblico del Penzo.

Tante le sue corse su quella fascia destra, con i difensori avversari che nulla possono quando il ventitrè lagunare decide di attaccare, finendo quasi sempre per creare occasioni da gol per i propri compagni.

In una seduta di allenamento al Taliercio, abbiamo incontrato Marcello che ci ha svelato qualcosa su di sé, raccontandoci pure un inedito sul suo gol a Brescia. 

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Marcello, siamo quasi a metà stagione ormai. Quali sono le tue impressioni sull’andamento della squadra?

Credo che stiamo facendo un campionato sicuramente al di sopra delle aspettative di inizio stagione, soprattutto tenendo conto che il nostro obiettivo rimane sempre la salvezza e la nostra media punti non può che farci felici. Poi se riusciremo a stare ancora più in alto ovviamente saremo i primi a gioire.

E dal tuo punto di vista personale, come valuti il tuo campionato finora?

Sono molto soddisfatto, credo di aver fatto davvero bene fino a oggi. Certo, nelle ultime tre o quattro partite ammetto di aver avuto un leggero calo fisico ma credo che sia fisiologico. E’ un campionato nuovo e credo di potermi ritenere all’altezza.

Pensi mai alla Serie A?

In realtà ci penso da quando ero un bambino. E’ un sogno che spero si realizzi il più presto possibile e per questo lavoro duro ogni giorno, impegnandomi al massimo in ogni sessione di allenamento e cercando di fare bene il sabato. Spero di raggiungerla con il Venezia FC, sarebbe il massimo.

Sei arrivato a Venezia nel gennaio dell’anno scorso, diventando ben presto uno dei punti di forza di questa squadra. Cosa ti ha spinto ha scegliere la laguna?

Il progetto ambiziosissimo che mi è stato proposto. Quando sono arrivato a Venezia ho capito subito di essere giunto in un ambiente in cui si fa calcio vero, dove chiunque ci lavori vuole arrivare in alto. Per il Venezia FC ho anche rifiutato offerte dalla Serie B, in particolare dalla Pro Vercelli. Con il club piemontese era già tutto fatto, dovevo solo firmare il contratto. Poi però è arrivato il Venezia e non ho avuto dubbi.

É giusto dire che la vera forza di questa squadra è il gruppo?

Beh sì, credo sia la nostra forza e il merito va dato tutto a mister Inzaghi che ha lavorato tanto su questo aspetto. Nella nostra squadra non ci sono fenomeni, né tanto meno prime donne. Ognuno è al livello degli altri e dà il proprio contributo, come ha dimostrato sabato scorso Cernuto, andando a segnare alla sua prima da titolare. La corsa di tutta la squadra a festeggiarlo è l’immagine di questa squadra e di quanto sia unita.

Parlando di corse dopo un gol, raccontaci la tua nel pazzo match di Brescia.

Guarda, è stato incredibile. Proprio prima della partita ho fatto una cosa che non sono solito fare: sono andato a vedere se dietro ai cartelloni pubblicitari c’era lo spazio per atterrare nel caso in cui li avessi saltati per festeggiare un gol. Poi ho segnato, però i cartelloni ho deciso di aggirarli, non di saltarli. Se no poi il mister mi fa la ramanzina…

Per chiudere, ti senti di fare una promessa ai tuoi tifosi?

Le promesse, soprattutto in questo sport, sono pericolose, è meglio non farle. Io posso dire che in ogni partita metterò tutto me stesso, dando il massimo per questa maglia. L’impegno, da parte mia, non mancherà mai.

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di Marco Alessandri /In Collaborazione con Positive Magazine


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